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giovedì 9 giugno 2016
sabato 21 maggio 2016
morra
| Il gioco della morra, di Bartolomeo Pinelli. |
venghino siori venghino
c'è la scema del villaggio
22 gennaio
grasse risate
ha abboccato
alle nostre
cagate
ora diamole
un po' di corda
che scriva
sorda
le sue stronzate
in rima
vada avanti
fino in cima
al suo sognarello
sgabello
dal quale cadrà
senza ombrello
5 marzo
uno sfarzo
beviamo alla
sua stupidità
che non capirà
quello che
ancora l'attende
dietro le tende
9 marzo
giornata
di astrale
scazzo
11 marzo
tutto secondo
i piani
è venuta di nuovo
da noi troiani
vuoto vuoto
il suo cervello
pensa solo al cuore
ma perderà
anche quello
e continuiamo
col massacro
che ci diverte
'sto simulacro
smembrata
ridotta a brandelli
diamola in pasto
alla bestia virtuale
tanto non ha
nessun cannocchiale
cazzo, sta ancora in piedi
la stronza
diamole un altro colpo
che la rendiamo
sbronza
ecco ecco
adesso
è a terra
lasciamola lì
giochiamo
a morra
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tesoro
| Foto di Francesca Woodman. |
ringrazio sentitamente
tutti (e tutte) coloro
che mi hanno fatto passare
un periodo d'inferno
soprattutto chi mi
ha imbambolato
con poesie, canzoni e racconti
(a qualcosa sono servita
giusto?
ma a me il ruolo
di musa
sta molto stretto)
voi avetefatto
la violenza
più grande
ne farò tesoro
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mercoledì 18 maggio 2016
malintesi (!?)
![]() |
| Lonely Triptyc, center, 2011, di Daniele Cascone. |
ordunque ci risiamo
io parlo e scateno
un uragano
chiariamo sin d’ora
che non ogni mia parola
ha riferimenti
o messaggi
occulti
debbo lavorare che
il prossimo mese
è pieno
di sussulti
(uno forse riguarda Venezia
ma non ha nulla a che
fare
con questa incasinata
deliziafacezia)
di solito son chiara
se vengo fraintesa
non so che fare
se non ficcarmi
in una bara
stiamo calmi
che il mio arrivederci
facea riferimento
ad un futuro lontano
scevro della tensione
che ci tiene per mano
se poi non sarà possibile
pazienza
vuol dire che
diverrò di nuovo
impercettibile
presenza
ed ora spero
spero davvero
che non vi sia più
nessun mistero
martedì 17 maggio 2016
incandescente
questo regaletto
all’uncinetto
ha retto
distrussi l’altro per
rabbia e dispetto
ma questo qui
mi sorride ogni dì
ha ormai vita sua
da sopra il letto
dove si è appostato
con rispetto
oggi è divenuto
indiavolata
fucina
mi ha condotto in cucina
a impastare muffin
al
cioccolato
unicocibo
per salvarmi
dallo stato allucinato
nel quale
mi hai gettato
oggi mi hai fulminato
e tramutato in
calore incandescente
materia lavica
fosforescente
colore rosso
iridescente
come
il regaletto
mare addosso
senza un bacetto
a smuovermi
dalla paralisi
dialisi
di questo nostro
grande amore
dolore
bonificatore
defribillatore
delle nostre anime
canore
sabato 9 aprile 2016
cannocchiali
so bene
che la chiamata
non mi verrà
mai data
ma troppo
ho sopportato
in questa
situazione
per me
non c’è altra
opzione
paura
sfiducia
ferite aperte
e sanguinanti
e sanguinanti
dolori lancinanti
lo so
ma i canali attuali
son tutti bloccati
dai cannocchiali
l’aria è tossica
in questa
comunicazione
non classica
se mai lo farai
io ci sarò
fino ad allora
non ci resta
in sorte
che la morte
con le sue membra
storte e ritorte
con le sue membra
storte e ritorte
il mio silenzio
continuerà
per un po'
è l'unico modo
per ritrovare
pace e calma
ché la felicità
si danna
sparita com'è
in una canna
che mi condanna
alla sterile
solitudine
incudine
dove cercare
un modo
per smaltire
tutte le perfidie
buttatemi
addosso
buttatemi
addosso
vuoto fosso
e soprattutto devo
tentare di sopravvivere
a te
tentare di sopravvivere
a te
vulcanicolavico sé
che tanto ha dato
a me
a me
fiore
che non avea
più alcunché
più alcunché
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