E
nonostante abbia passato un mese da incubo, subito molestie pesanti e una
violenza psicologica immane l’11 marzo, tu che hai fatto, ti sei messo a costruire una bella
narrazione per prendermi in giro, con vari complici, il parterre si è ampliato,
ho visto. Vi siete divertiti tutti quanti? E io che pensavo foste persone
sensibili e che di fronte a certe prevaricazioni non steste fermi a guardare e
fare battute raffinate, ma faceste qualcosa, dato poi che un paio di voi lo conosce pure, ma niente, chissenenfrega, giusto? Se l'è cercata, vero? La conoscete questa retorica e la contestate quando si tratta di altri, ma quando ce l'avete sotto il naso, no, eh no, se l'è cercata, la scema. Bravi, tutti insieme appassionatamente a rimpinzare questa farsa che non mi
ha fatto dormire e neanche mangiare per una settimana. Ma i tuoi segreti sono
al sicuro, questa è la cosa più importante, giusto? Io non li ho mai
contemplati in quello che ho scritto, ma tu ovviamente non ti fidi, non ti sei
mai fidato. Quindi dimmi cosa vuoi da me? Io sono ferita, a pezzi e arrabbiata.
La strada è tutta in salita, se mi vuoi chiamare, chiamami, altrimenti lasciami
in pace.
Visualizzazione post con etichetta rhyzomatic wanderings. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rhyzomatic wanderings. Mostra tutti i post
mercoledì 6 aprile 2016
dimmi
Dimmi cosa
vuoi. Cosa vuoi
da me? Perché mi dici che mi vuoi chiamare e non lo fai? È dal 6
dicembre che
aspetto una tua chiamata. Cosa vuoi, che ti dica quando mi puoi
chiamare? Mi dovresti
riempire di chiamate ogni giorno fino a quando non decido di
risponderti, dopo
tutto quello che ho passato. Vuoi sapere cosa ho fatto lunedì? Sono
stata da un
amico (sì, qualche amico mi è rimasto) esperto di computer per vedere se
la mia
mail era stata violata, dato che avevo avuto dei problemi e che pensavo
potessi essere stato tu, vista l’aria che tirava. Mi sono anche
informata per capire se c’erano gli estremi per un qualcosa di legale
nei
confronti di quell’altro col quale adesso ho visto di nuovo vi siete
riconciliati, come sempre del resto. Sono mesi che fate questo gioco. Io
invece
sono sempre rimasta lì, voglia, voglia matta di sentirti e vederti.
Punto.
domenica 3 aprile 2016
tutto o quasi
| Largo Luigi Giannella, Bari. |
Ci sono almeno due modi in cui posso dire quello che ho da dire e dirò. Non so ancora quale di questi due scegliere o se optare per un altro ancora. Sto lavorando a entrambi. Devo controllare delle cose e ciò richiede tempo. Tu, mio amato (sì e ancora sì) manto, stai inviando tante informazioni e penso di aver capito tutto o quasi e ti ringrazio tantissimo, anzi ti dico che alcune cose che mi hai detto mi hanno portato a ragionare meglio sulla cosa. So che è dura, so che la pressione è alta, io non dormo quasi più e sono molto stressata. Ma tu ci sei e questo resta per me l'aspetto fondamentale, grazie!! La poesia di Dickinson, il secondo verso, fa riferimento al fatto che oggi più che mai avrei bisogno di un contatto diretto, che però, allo stato attuale delle cose, non penso sia possibile. Quindi per certi versi devo lavorare da sola e semmai chiedere un consiglio a persone con le quali il contatto diretto è possibile. Un bacio a te, manto, un bacio grande!!
giovedì 31 marzo 2016
mi pare
Mi pare che quello che ho scritto oggi parli della mia volontà di sopravvivere in un momento per me molto difficile, niente altro. L'uso del verbo 'svelare' non ha secondi fini e la coreografia mostra slancio e forza nell'andare avanti, almeno per come la vedo io. Mi pare fossi stata chiara sul fatto che dovessimo essere lasciati in pace, io e chi sai tu. Se lo tocchi anche solo con un dito, inizio anche io a mettere messaggi carini su facebook. Ne ho un paio ad hoc. Sì, ora mi rivolgo direttamente a te che mi stai minacciando. Io sto male per tutto quello che ho passato e che sto passando, cosa c'è, ora non posso più postare niente? Devo stare in silenzio perenne? Già ci sono diverse persone che mi stanno chiedendo cosa mi è successo, ho avuto i miei periodi di silenzio, ma non su tutta la linea così come ora. Sai, di getto ho cancellato una cosa che avevo postato dopo aver visto il tuo messaggio e ora me ne pento. Non voglio più doverlo fare. Fra un paio di settimane c'è un evento al quale prendo parte, devo tornare sui social e sui blog e soprattutto voglio farlo. Spero di essere stata chiara, vorrei smetterla con questo gioco del cazzo. E non mi chiedere di cancellare questo post, sei tu che continui a molestarmi, non io.
mercoledì 30 marzo 2016
non riesco
Ho cambiato quello che c'era da cambiare. Più di così non riesco. A questo punto spero di poter essere lasciata in pace e che tu venga pure lasciato in pace. Il canto è (per ora, per sempre, non lo so) soppresso, non riesco più a scrivere niente. Resta il fatto che ho subito molestie e violenza psicologica e devo provare a curarle con altri metodi rispetto a quello che avevo previsto. Quando e se riprenderò in mano questo blog, sarà per restituirgli la veste che aveva prima di questa storia 'virtuale', senza allusioni né riferimenti di alcun tipo.
lunedì 28 marzo 2016
la minaccia
Bene, la minaccia a stare zitta è arrivata, come pure la tua scelta di non stare dalla mia parte. Come volevasi dimostrare.
domenica 27 marzo 2016
durissima
![]() |
| Albergo Romeo, Bari, mattina del 12 marzo 2016. |
L’ho già detto, questo blog è stato trasformato per te e twitter è divenuto il canale privato di comunicazione fra noi, solo che tutti possono leggere i miei twitt, mentre tu sei ‘tranquillo’. Se qualcuno ti chiedesse di questa situazione tu potresti serenamente negare ogni cosa che tanto prove tangibili non ce ne sono. Non è successo nulla, giusto? (Hai una vaga idea di cosa abbia significato controllare le tue pagine per trovarle quasi sempre mute - non tutte, ma sai di che parlo -? Eppure da gennaio io le ho controllate sempre, ogni giorno o quasi, a volte anche più volte al giorno). Facebook praticamente ho smesso di usarlo perché ogni volta c’era un malinteso, anche per questo il 22 gennaio ho tolto l’amicizia a te e all'altro. Ma questi sono solo gli esempi più eclatanti, poi c’è tutto il mio vissuto, i miei pianti e i momenti bellissimi di intesa e tante altre cose. Sai, il racconto di Morante me lo sono portato in Inghilterra perché mi dava coraggio e conforto, continuerò a portarmelo in giro quando ne avrò bisogno. Queste cose non me le puoi togliere. Poi ci sono anche quelle 300 e passa euro che ho speso per venire ad incontrarti invano nei due viaggi che ho fatto e che non mi potevo permettere e che nessuno mi ridarà (ho rinunciato ad un viaggio importante a Milano per quello che ho fatto l'11, ma vabbè). E così via.
Questa settimana è stata
durissima e sono sfinita. Il 22 marzo c’è stato un problema grosso di
comunicazione e penso forse tu abbia iniziato ad avere seri dubbi già da lì. Anche
se quello che hai scritto dopo e il sacrificio che hai fatto, mi fanno pensare tutto
il contrario, avrei voluto scrivertela io una recensione coi fiocchi, ma questa, come mille altre cose, non avverrà e ti dico pure, non sai che ti perdi! Io
invece lo so benissimo che, pure senza la parte che riguarda i sentimenti,
che è ancora così grande, non hai idea, pezzo di merda che non sei altro, mi perdo una preziosa occasione di scambio,
arricchimento e crescita. Posso spiegare ciò che è successo il 22 e ci ho
provato già qui e altrove, ma dovrei iniziare a citare il materiale nello specifico e i tuoi
segnali/link al riguardo e per ora scelgo di non farlo. Tanto non serve a
niente.
Poi il canto sul colore
rosso al quale tenevo così tanto e sul quale ho lavorato tutta la notte. Lo so
benissimo che il risultato non è grandioso, ma volevo dimostrarti che c’ero e c’ero
per te, nonostante le molestie dell’altro stronzo. A proposito se pensi di
nuovo davvero che io sia segretamente interessata a lui, questa è una ragione
in più per farla finita, vuol dire che non hai capito un accidenti di quello che ho
detto e non ti rendi conto di un sacco di cose sulle violenze psicologiche, sui
desideri di una donna e sui suoi segnali. Perché se per caso ho usato l’aggettivo
sbagliato in un canto, è stato del tutto involontario (ho sempre cercato di evitare
parole divenute tabù come ali, blu cobalto, fervore, parole che
sarebbero state molto utili in diversi casi, ma poi ci sarebbero voluti dieci
altri canti per convincerti che non erano segnali per il biondino e lo so, quando hai potuto, tu dei segnali me li hai mandati, ma li ho capiti sempre troppo tardi).
La parola abbraccio (qui un esempio) non è mai stata un riferimento occulto a lui. Quello che ho scritto il 10 di gennaio al suo riguardo è svanito il 23 dello stesso mese, quando ho visto la
sua reazione presuntuosa alla sua supposta vittoria (tanto per usare un suo
termine, che ora assume connotati grotteschi e sarà in giro per tutto
il mese, motivo in più per parlare e allontanarmi dai social) per non farci stare insieme, con quei
riferimenti da quindicenne agli artigli dell’angelo, ma per favore. Io avevo fatto
un viaggio, speso dei soldi anche per organizzarmi a casa con la badante, per alla
fine passare una notte da sola a piangere in un alberghetto del centro e lui se
la rideva. Già da lì aveva perso molti punti, poi quando mi ha preso
proprio per il culo, pochi giorni dopo, allora non ci ho visto più, qui la mia chiusura, per gli
spettatori e le spettatrici. Lì ero ancora civile, ultimamente, come ben sa chi legge e ha letto, ho perso quella facoltà, qui un esempio. Dal 30 gennaio non c’è stato più nessun interesse, ma tu
non mi ha creduto un sacco di volte ed è stato sfiancante ripetermi.
![]() |
| Bar Sayonara, Bari, mattina del 12 marzo 2016. |
Vuoi sapere se sono
ancora innamorata? Sì, lo sono, ma il mio amore è cambiato da quei due eventi,
si è fatto più sofferente e i tuoi costanti dubbi hanno iniziato ad erodere dei
pezzi. Ecco perché ti ripeto che è finita e che dirò quello che mi va e mi
serve dire per non annullarmi nel dolore e nella solitudine. È anche una
pratica che ho imparato dal femminismo, col motto “il privato è politico”, un
motto che sedimenta la maggior parte delle mie denunce, anche quelle del mio fumetto.
Perché quello che accade a me non ha un significato solo per me a livello
individuale, ma anche generale, per come la nostra società è messa, ed è messa molto male. E magari ci
sarà qualche persona che si riconosce in qualcuna delle cose che dico
e questo la potrà aiutare (e qui cito Ani di Franco). Non mi vergogno di quello che
ho fatto e non rimpiango nulla e se cancellerò qualcosa o tutto sarà perché
altrimenti non riesco a voltare pagina. Ho perso per strada diverse amicizie in
questo viaggio e forse è meglio così, forse anzi mi è servito per capire tante
cose.
È stato un viaggio
bellissimo e tu mi hai veramente ridato la vita, ti ringrazierò sempre per
questo, ma sei anche un uomo pieno di segreti e che ha troppa paura di me e nonostante ci abbia
provato tanto a convincerti del contrario, tu non hai mai ceduto, la paura ha
sempre avuto la meglio. La paura e tutti i tuoi segreti che devono tassativamente rimanere tali, vero? So anche che tu hai fatto molti sacrifici per me e probabilmente molti di più di quelli che penso, ma anche questo non è servito. Ieri notte per ore ho pianto di felicità, oggi per la
consapevolezza che non c’era e non c'è più niente da fare. Salutami Arianna. Dille che
non si deve più preoccupare di me.
sabato 26 marzo 2016
la nuova tattica
Davvero ingegnosa la nuova tattica del biondino, con riferimenti colti riguardo a quello che ho scritto mesi fa, complimenti. Su cosa ti sta ricattando ora? Casualmente questo cambiamento di rotta è avvenuto dopo che ho pubblicato il promemoria che faceva riferimento ad un discorso avvenuto fra facebook, twitter, questo blog (qui un'altra traccia) e un altro blog e per ora mi astengo dal fare riferimenti specifici. Mah, che il Che mi aiuti. Mi pare fosse chiaro quello che si era deciso, allo stato attuale delle cose io zitta non ci sto. Certo non posso provare quasi nulla (ho detto quasi), ma almeno mi sfogherò e poi ovviamente il tutto sarà condiviso sui social network e chissà che altro mi verrà in mente. Magari contatterò pure io un quotidiano nazionale col quale fare una bella chiacchierata.
giovedì 24 marzo 2016
ho provato
Dirò quello che ho da
dire e poi proverò ad ignorare di nuovo le molestie del biondino, che mi ha
davvero sfracasciato le ovaie, le palle che non ho e tutto il resto.
Io ho provato con le
buone e lui ha creduto che fosse un invito a riprendere le sue patetiche moine del cazzo, quindi forse mi devo di nuovo abbassare al suo livello e riprendere il
discorsetto che avevamo fatto la settimana scorsa. Qui un promemoria:
Iscriviti a:
Post (Atom)


