mercoledì 8 ottobre 2008

l'acqua bolle

L’acqua bolle, è ora di buttar giù la pasta…

Dunque questo pezzo lo posso approfondire citando questo tizio qua, poi bisogna che controlli l’altro studioso perché potrebbe essere utile.

L’acqua bolle, è ora di buttar giù la pasta…

Potrei però aggiungere quella riflessione alla quale ho pensato ieri, si, per collegare le due parti.

L’acqua bolle, è ora di buttar giù la pasta…

Devo anche rivedere le note, che diavolo volevo scrivere a pagina 26?

L’acqua bolle, è ora di buttar giù la pasta…

No, il materiale citato con tutte le date da controllare non riesco proprio a farlo oggi, ci penso domani.

L’acqua bolle, è ora di buttar giù la pasta…

Forse potrei inserire l’analisi della coreografia dopo aver parlato del contesto storico, no, forse è più interessante iniziare con la coreografia, qualche movimento, qualche dettaglio sugli interpreti.

L’acqua è finita, la pentola si sta bruciacchiando…

lunedì 6 ottobre 2008

the shakers

The Shakers were a religious sect born in England in the eighteenth century. They subsequently moved to the States where their group flourished and expanded. One of their most enigmatic leaders was Ann Lee, also known as Ann the Word or Mother Ann. She preached absolute chastity among her people. The Shakers’ ritual was characterised by a series of dances and chants in order for the worshippers to shake off their sins. This sect has inspired the work of choreographers such as Doris Humphrey who created a masterpiece of simplicity and intensity in her The Shakers (1931) and, more recently, Tero Saarinen who choreographed Borrowed Light (2005).

sabato 4 ottobre 2008

the waves (2)

"I have filled innumerable notebooks with phrases to be used when I have found the true story, the one story to which all these phrases refer. But I have never yet found that story. And I begin to ask, Are there stories?"
Virginia Woolf

mercoledì 1 ottobre 2008

la studiosa precaria: decalogo sragionato

La studiosa precaria è una mina vagante nel sistema.

La studiosa precaria è invisibile e questa è la sua forza.

La studiosa precaria viaggia fra lingue e linguaggi.

La studiosa precaria è una, trina e avanti fino ad esaurimento numeri (∞).

La studiosa precaria è una che r/esiste.

La studiosa precaria è giovane, ma mica poi tanto.

La studiosa precaria non ha tempo libero.

La studiosa precaria è in assetto di guerra costante.

La studiosa precaria non è una specie in estinzione.

La studiosa precaria ha una relazione atipica con studiose e studiosi non precari.


Liberamente ispirato al saggio di Laura Fantone, “Una precarietà differente: conflitti generazionali e di genere nell’Italia contemporanea”, Posse, giugno 2008.

dancingwords

slmpds e nie

Per chi voglia leggere le mie riflessioni 'a puntate' su Sappiano le mie parole di sangue e New Italian Epic tutte di fila, si veda Carmilla a questo link.

stendalì

Le teste si muovono secondo un ritmo inizialmente cadenzato per poi aumentare in un crescendo ossessivo.
Piccoli salti ripetuti.
Fazzoletti bianchi sventolati sopra la salma.
Nero, tutte vestite di nero, con fazzoletti neri ad incorniciare il viso sofferente.
Le rughe della povertà, le urla della disperazione, i gesti ora accentuati.
Poi il rito femminile del pianto termina e gli uomini portano via il morto.


Ispirato a Stendalì – suonano ancora, breve film sul lamento funebre nella Grecia salentina.