venerdì 26 febbraio 2016

il pigiama

Old Man di Matt Miller.























ho acquistato
il pigiama
nuovo
manca
poco
al ricovero
in ospedale
male
che non
si può evitare
il padre larva
non riesce
a parlare
tossisce
arrossisce
sotto le lenzuola
lisce
occhi
pieni di buio
presagio
suyo
il polmone
bosone
infettato
da tempo
non c'è
scampo
nessun
lampo
solo
il respiro
che si fa
stanco
denso
intenso
arranca
arranca
e poi
scompenso
incenso
nonsenso

ditirambo



































la memoria
gloria
custode
della nostra
storia
unione
benedizione
apocrifa
niente
fifa
siam
solidi
apolidi
marmi
di colonna
dorica
corica
il capo
sul mio
grembo
son
fregio
regio
sghembo
forte
del tuo
strabiliante
ditirambo

spazio topazio


 
spazio
topazio
ti ringrazio
amore
che mi liberi
dallo strazio
di una vita
svilita
vilipesa
svitata
e con il tuo
vigore
sapore
mi concimi
innaffi
senza graffi
né ceffi
giardiniere
bucaniere
premuroso
timoniere
io pianta
malata
sfiorita
avvelenata
mi sento
rinata
viola
calla
magnolia
giglio
un gran
bene
ti voglio
e rosa?
rosa ancora no
sarò rosa fiorita
non avvizzita
quando le mie
labbra inumudite
di cupidigia accecate
lambiranno
il collo del tuo
corpo satollo

coseno

Foto di Francesca Woodman.



il mio seno
coseno
un po'
scaleno 
mangia
yogurt 
ripieno
di more
per trascorrer
le ore
che lo separano
dalla tua
bocca
bacca
desio
effluvio
di carezze
bellezze
per la gioia
che ingoia
la noia
boia
dell’attesa
spesa
a masticare
parolenutrimento
brillanteesperimento
per far evaporare
il dolore
nella
cassetta
casetta
di legno
pegno
di questo
segno
disegno
che è il nostro
legame
falegname
senziente esame
che ogni giorno
intarsia
il ritorno
Pontormo
del contorno
passionale

giovedì 25 febbraio 2016

caviglia




















caviglia slogata
testasbiadita
giornata
in salita
forzato
riposo
tempo
argilloso
rinchiusa
in casa
rasa
al suolo
dal gonfiore
malore
spettatore
del malocchio
persecutore

la promessa
























la promessa
è scommessa
sacerdotessa
spessa
non più lessa
la nave va
raggiunge
il porto
risorto
del mio
muscolo
discolo
battente
risuonante
esaltato
per te 
mio viandante
adorato

macchie sorgive

Abbazia nel querceto di Caspar David Friedrich (1809-1810).
   
faccia
braccia
aperte
ricoperte
di macchie
sorgive
lascive
vie
di un morbillo
del cuore
scalpore
dell'umore
che si fa sentore
del nostro
calore
ponte e fronte
del continuo
fluire
di grammatiche
non tonte
colte
molte
volte
a blandire
tutte le storte
emozionali
interstiziali
architetture
abbaziali
dove
vivere
i nostri peccati
incostituzionali