venerdì 20 agosto 2010

la scossa

La scossa è uno stacchetto di danza all'interno della trasmissione L'Eredità. Fu ideato da Amadeus (a quanto ha dichiarato lui in una puntata di Victor Victoria) e principalmente danzato dalla sua allora partner ed ora consorte Giovanna Civitillo, quando entrambi facevano parte del programma (dal 2002 alla primavera del 2006). Dall'autunno 2006, è condotto da Carlo Conti e da quattro ragazze sue assistenti, chiamate le professoresse. La scossa era una breve frase coreografica eseguita su di una musica ritmata, di solito una hit del momento o una canzone famosa. Ora è costituita dall'entrata in scena, completa di musica, di una delle professoresse, che accenna appena a qualche movimento.
I movimenti della scossa di Civitillo erano soprattutto movimenti delle braccia, torso e bacino, con una limitata articolazione delle gambe, presumo a causa dello spazio limitato in cui si muoveva. Civitillo inoltre eseguiva numerosi scatti con la testa, il cui effetto era potenziato dai capelli lunghi e sciolti. Qui un esempio in video. I costumi indossati da Civitillo erano disegnati in modo da esaltare il torso e il bacino, lasciando scoperte le gambe; ai piedi indossava delle scarpe col tacco. Le inquadrature della cinepresa di turno, di solito, erano dal basso verso l'alto in modo da sottolinearne le curve in modo alquanto esplicito (in questo video senza audio si rasenta la pornografia).
Gli stacchetti non presentavano una particolare invenzione coreografica, anzi tendevano a ripetersi con minime variazioni. L'interpretazione era piuttosto piatta, anche se i movimenti erano piuttosto seducenti ed energici. Civitillo danzava una caricatura della femme fatale che, nel contesto del gioco a quiz, diveniva grottesca: ella danzava in uno spazio circolare attorno al quale stavano i concorrenti; a volte utilizzava la struttura che ne segna il perimetro come sostegno per una mossa (come in questo caso); il conduttore e i concorenti, così come il pubblico, indossavano abiti comuni o eleganti, mentre Civitillo si presentava quasi nuda con abiti succinti, come se fosse in un night club.
Questo stacchetto andava in onda nella fascia preserale e, nel 2004, l'allora presidente Rai, Lucia Annunziata, lo criticò aspramente. Nella sopramenzionata puntata di Victor Victoria, Amadeus ha sottolineato la preparazione classica di Civitillo, quasi ad aggiungere una beffa alla sua immagine. Non importa essere diplomate in danza classica se poi in tv ti spogliano e ti fanno ancheggiare come una pornodiva. Interessante notare che, quasi per una legge del contrappasso, Victoria Cabello ha chiesto ad Amadeus di danzare una sua versione della scossa durante la trasmissione.

venerdì 13 agosto 2010

carmella (the hearing trumpet)

Carmella is the funniest character in Leonora Carrington's The Hearing Trumpet. She is the protagonist's best friend and the one who gives her the hearing trumpet as a present. She is bald and always wears a red wig, "a kind of queenly gesture to her long lost hair". She is described as a "very intellectual woman" whose main passion is to write letters to people she does not know and who never reply to her. When Marian tells her of her son's idea to send her to a house for old women, Carmella's reaction is unpractical and totally hilarious: "'You might escape to Lapland' said Carmella. 'We could knit a tent here so you wouldn't have to buy one when you arrived'".
While in the institution for old women, Marian receives a letter from Carmella where she mentions the dream of a nun (thus recalling the painting of the winking nun in the Institution) and plans a possible escape based on "undeground passages". Carmella then goes to pay a visit to Marian and gives her chocolate biscuits and a bottle of port, kept in a water bottle, "in case anybody might examine the basket".
Later on, Carmella comes to rescue her friend from Dr. Gambit's rigid stubborness, when she convinces him to send away Natacha and Vera, suspected of poor Maude's death. By chance, she discovers a mine of uranium in her house and becomes a millionaire. As a consequence of that, she decides to go and stay with her friend and help her out during the new glacial era, with the aid of a violet limousine stuffed with coats and food and Majong, her chauffeur.
Accordng to Ali Smith, who wrote the beautiful introduction to the Penguin 2005 edition, Carmella is inspired by Remedios Varo, Carrington's Spanish friend, whose paintings are full of rich and sofisticated inventiveness. Pallant House Gallery (Chichester, UK) has organised a stunning exhibition dedicated to Carrington, Varo and their friend Kati Horna. Significantly, the title of the exhibition is Surreal Friends, open until September 12th, 2010. Here a very interesting video with Carrington herself (she still lives in Mexico City where her friendship with Varo and Horna flourished) talking about art.

mercoledì 11 agosto 2010

il tuca tuca

Il tuca tuca (qui il video) è una ballo di coppia inventato da Raffaella Carrà in occasione della trasmissione Canzonissima del 1970. Suo parnter fu Enzo Paolo Turchi. E' abbinato ad una canzone omonima scritta da Gianni Boncompagni e Franco Pisano, che fa direttamente riferimento alla danza, definita come "stranissimo ballo", il cui scopo è di sedurre l'amato. Qui il testo.
E' un ballo molto semplice che quasi tutti possono eseguire. I due danzatori stanno uno di fronte all'altro e, a turno, toccano (da cui il termine 'tuca'), con la punta delle dita delle mani, le ginocchia o le gambe, i fianchi, le spalle e il viso o testa dell'altro. Il toccare è in diagonnale, in quanto la mano sinistra tocca il ginocchio opposto del partner e così pure la destra. Una volta toccato il viso o la testa del partner, le mani toccano la propria testa, quasi a far passare l'energia da un corpo all'altro. Il movimento in diagonale conferisce dinamicità al gesto, che viene continuamente ripetuto e intervallato da un cambré all'indietro con gambe piegate, eseguito con un braccio in alto e l'altro che poggia a terra. E' l'unico movimento articolato di questo ballo che acquisisce spessore grazie alla canzone, il cui testo è ironico e allusivo. Carrà, come si evince dal video, indossava un costume che metteva in mostra il suo ombelico, fatto questo che destò scalpore.
Nonostante sia un ballo di coppia, il tuca tuca non prevede una divisione di genere come altri balli quali il tango. Ossia il ballerino e la ballerina non hanno ruoli diversi a seconda del loro genere (maschio o femmina), ma interscambiabili. Entrambi fanno lo stesso movimento a turno. Questo aspetto viene alterato per esempio quando Carrà esegue il tuca tuca con Alberto Sordi, il cui toccare si carica di una sensualità esplicita, quando, per esempio, egli si sofferma a toccare l'ombelico di Carrà facendo un saltello e spezzando la simmetria del ballo. Va da sé anche sottolineare che Carrà, essendo l'ideatrice del ballo e colei che canta la canzone ad esso abbinata, ha un ruolo preponderante rispetto al suo partner, ma fondamentalmente la struttura del ballo è simmetrica.
Lo scorso 8 agosto, per festeggiare il quarantesimo anno di vita di questo ballo, quasi 500 pesone si sono radunate a Bellaria, in occasione del festival Milleluci, per entrare nel Guinness World Record e ballare il tuca tuca per 5 minuti (qui l'articolo del Resto del Carlino). Dalle foto pubblicate, si può notare come questo ballo sia divenuto un fenomeno di costume strettamente collegato all'immagine di Carrà e capace di travalicare i generi. Le foto mostrano infatti uomini seminudi travestiti con parrucche gialle che ricordano la show woman, donne che ballano il tuca tuca insieme e così via.
La Lush Cosmetics ha di recente lanciato una fragranza ispirata al tuca tuca, qui il link. Per pubblicizzarla, ha organizzato degli happening con presunti commessi della catena impegnati a danzare il tuca tuca per strada, qui il link. Il logo della campagna rprende una celebre foto di Carrà e Turchi sulla copertina del singolo.

lunedì 9 agosto 2010

the hearing trumpet

Leonora Carrington, The Hearing Trumpet [1974] (London: Penguin, 2005).

This is a funny and visionary book that draws the reader into an esoteric and liberating end-of-the-world dimension. Its protagonist is Marian, an old lady who cannot hear very well, and is given a peculiar hearing trumpet, as a present, by her dear and eccentric friend Carmella. Thanks to it, Marian is able to hear of her son’s plan to send her to a “home for senile females”. Marian is not happy about this change in her life, but she is not given any choice.
This place is headed by a mysterious couple, Dr. and Mrs. Gambit who have set up a series of chores and activities for the ladies in the house. One of these activities is called “the movements” and consists of some physical exercises, like rubbing one’s own stomach “in a circular clockwise movement”. Marian reacts to her first session in an unpredictable way, by bursting into an uncontrollable laugh, a destabilising physical response to the silly physical exercises she is being asked to do. As Ali Smith notes in the introduction, Dr. Gambit theories’ are “a mix of cod-therapy talk and religious salesmanship”.
Soon Marian gets to know her fellow guests, who each live in a different space. Veronica Adams lives in a boot-shaped hut, Anna Wetz in a Swiss Chalet, Georgina Sykes in a circus tent, Natacha Gonzales in an Eskimo’s igloo, and Maude Wilkins and Vera Van Tocht share a bungalow “which must have once been a birthday cake”. In the meal-room, a curious figure in a painting attracts Marian’s attention and begins to recur in her thoughts and dreams. It is a winking nun, who seems to have been the head of the house when it was a convent centuries before.
The story takes a strange turn, when Marian is given a book about this nun by Christabel. Carrington begins a long digression centred on the life and adventures of this nun, who looks more like an esoteric witch than a daughter of God. Her name, Doña Rosalinda della Cueva, is imagined by Marian long before she actually knows about it, as if she were establishing an unconscious and direct bond with the nun. And, in fact, the nun represents a kind of catalysing force, which helps the protagonists to find her true self.
After this digression, the narration pace becomes tighter and the story takes unexpected turns. Maude is found dead and Marian attempts to find out how she died. Believing Maude to have been poisoned by Natacha and Vera, Marian and the others organise a hunger strike to get the two suspects out of the house. In this way, the story is transformed into a revolutionary social protest, where female old age is presented as an exciting adventure, as Marian herself affirms: “one would not have expected these kinds of problems in a home for senile old ladies”. The protest makes the ladies closer and more self-confident. In one fascinating scene, they all dance together by the bee pond of the institution:

We began by nodding our heads in time to the drumming, then our feet. Soon we were dancing round and around the pond, waving our arms and generally behaving in a very strange manner. (…) Never before had I experienced the joy of rhythmic dance, even in the days of foxtrot in the arms of some eligible young man. We seemed inspired by some marvellous power, which poured energy into our decrepit carcasses.

This liberating dance is quite different from Mrs. Gambit’s boring exercises and embodies the ladies’ now subversive approach to life. Marian, in particular, ventures into a journey of initiation where she meets and devours herself: “a mighty rumbling followed by crashes and there I was standing outside the pot stirring the soup in which I could see my own meat, feet up, boiling away merrily as any joint of beef”. The story takes a final surprising turn when the earth falls under a new glacial era where the animal and human worlds manage to reunite themselves and time seems a category of no importance.
The Hearing Trumpet is a rollercoaster of fantastic events cooked with subtle irony and signposted by Carrington’s own sophisticated illustrations.

domenica 8 agosto 2010

tra sorellanza e inferno (barbarulli)

Sul nuovo numero di Leggere Donna (luglio-agosto 2010), vi è un articolo di Clotilde Barbarulli dedicato a L'Università di Rebibbia (1983) di Goliarda Sapienza. Il titolo dell'articolo, "Tra sorellanza e inferno" (pp. 24-25) fa riferimento all'esperienza della scrittrice all'interno del carcere di Rebibbia. Qui un paio di frasi particolarmente significative:

"Goliarda Sapienza appare anomala perché esprime una resistenza soprattutto alla società esterna più che al carcere, che anzi le sembra una comunità accogliente."

"Nell'oggi, in cui il corpo è stuprato, sovraesposto, usato, pubblicizzato, strumentalizzato ed estetizzato, mentre sulle sue esperienze essenziali - dalla nascita alla morte, alla maternità - intervengono Chiesa, scienza, mercato, media, colpisce come Sapienza disseppellisca quella materia oscura di esperienza che la politica considera altro da sé: si tuffa in queste acque profonde (...) e ne risale arricchita."

appello Leggere Donna

sabato 7 agosto 2010

gap (khaki a-go-go)

La danza nella pubblicità non ha una lunga storia. Una delle prime interessanti pubblicità televisive (a mia memoria) ad inserire dei passi di danza è stata la statunitense Gap. Qui la clip che presenta un gruppo di danzatori (uomini e donne) che si susseguono in passi stile anni Sessanta, ispirati al coreografo Bob Fosse (si veda qui un estratto dal suo Sweet Charity per avere un'idea).
Sia gli uomini che le donne indossano i celebri pantaloni color kaki, corredati da magliette colorate (nere per gli uni e rosa e giallo pastello per le altre). I passi sono principalmente fatti di camminate e saltelli, coniugati con movimenti del bacino e del torso. Inoltre l'articolare delle braccia su e giù e lo scuotere e roteare ripetuto della testa (da parte delle donne dai capelli sciolti o lunghi), creano il sapore ironicamente retro della clip. Il ritmo incalzante della musica contribuisce a creare l'atmosfera gioiosa e frizzante. Il tutto è giocato sulla leggerezza, come il titolo della campagna "Khaki a-go-go" che riprende il fancesismo 'a gogo' per invitare i consumatori ad acquistare una valanga di pantaloni.

nie e gender (versione online)

In forte ritardo scrivo questo post per ringraziare i Wu Ming di aver messo online il mio articolo su New Italian Epic e gender, pubblicato sul numero di maggio-giugno 2009 di Leggere Donna. Qui il link (questo messaggio è stato inserito il 24 novembre 2009 nella sezione Leggere Donna, viene inserito ora nella sezione NIE di questo blog).