martedì 29 marzo 2011

whale talking (8)

I have parted with the white whale
and I feel empty and exhausted
I almost miss her huge floating mass around me
I am at the still point
where everything could move
and nothing does
I am left alone
on the edge of a windy cliff...

domenica 27 marzo 2011

coca-cola light

Nel 2010 la coca-cola light ha lanciato uno spot popolato di marionette dal corpo esile e la testa sproporzionatamente grande rispetto al corpo. Qui lo spot. La scena è ambientata in un ufficio dove un'impiegata viene sommersa di lavoro dalla sua responsabile il cui look ricorda quello di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (1961) (qui una foto). L'impiegata sbuffa esasperata e la collega la esorta a prendersela con leggerezza e a bersi una coca-cola light. Lancia quindi una monetina verso il distributore automatico delle bevande e magicamente centra il bersaglio. A questo punto inizia la canzone "Maniac", la nostra impiegata sale sulla scrivania (la telecamera fa un eloquente primo piano sui suoi piedi adornati di sandali con tacco alto) e, seguita da due colleghe, inizia a ballare, facendo poi un salto con una gamba tesa in avanti e l'altra piegata ad angolo dietro. Il resto delle impiegate e impiegati le seguono.
La danza è una danza di gruppo curiosamnte ordinata, in cui si eseguono soprattutto dei passi ritmati enfatizzati dai movimenti delle braccia che non sono però ben visibili. Arrivati vicino al distributore automatico completo del logo della coca-cola light, i movimenti si fanno un po' più fetish con il torso piegato in avanti e la mano destra che percuote il proprio sedere per tre volte. A questo segue un altro passo in avanti e uno slancio della gamba sinistra. E' attraverso questo slancio che la nostra impiegata centra il pulsante che le eroga la lattina di coca-cola light. Lo spot si conclude con l'impiegata in primo piano che sorseggia la bevanda e le sue amiche che in secondo piano si muovono in modo sconclusionato appoggiandosi l'una alla schiena dell'altra.
L'idea delle marionette rende lo spot particolare e ironico, oltre che permettere la messa in scena di passi di danza di difficoltà elevata come il salto dalla scrivania, senza l'ausilio di danzatrici professioniste. Le marionette sono tutte magre e vestite con abiti trendy. In particolare la protagonista dello spot indossa un vestito corto lilla e dei sandali che le faciano i piedi. Ha i capelli lunghi, lisci e rosso fuoco. Assieme alle sue amiche colleghe incarna perfettamente il tipo spensierato e spregiudicato alla Sex and the City.
Questa miscela di fashion e leggerezza acquista senso e spessore grazie alla canzone che molti apprezzano per il ritmo accelerato, molti ricordano come una hit degli anni Ottanta e solo alcuni riconducono al film culto che l'ha lanciata, Flashdance (1983). Questi ultimi probabilmente non gradiranno l'uso parodico e farsesco che del pezzo viene fatto nello spot. Nel film infatti la canzone viene inserita in un momento clou del riscaldamento della protagonista, qui la sezione al riguardo. Come si può notare, anche in questo caso si ha un primo piano sui piedi, ma essi sono scalzi, bendati e avvolti in caldi scaldamuscoli, dettagli tipici di un danzatore di danza moderna o contemporanea. La sequenza alterna primi piani del viso dell'attrice Jennifer Beals, del bacino e pelvi in movimento e di tutto il corpo sprattutto in esercizi a terra. L'insistenza dei ripetuti primi piani sulle pelvi tende ad eroticizzare la sequenza ed a reificare l'immagine della danzatrice nell'atto di scaldarsi. Inoltre va ricordato che non essendo Beals una danzatrice professionista fu arruolata una danzatrice per rappresenarla nelle sequenze danzate.
Il raffronto fra le marionette dello spot e la danzatrice in carne e ossa nel film evidenzia una visione molto differente del corpo danzante. Nel primo caso, il movimento viene eseguito con assenza di gravità proprio per le caratteristiche delle marionette e l'ambientazione utilizza il movimento come pretesto per un messaggio ironoco e scherzoso, mentre nel secondo caso la danza è il motore stesso della sequenza, il fulcro attorno al quale anche la canzone ruota (il ritornello recita "She is dancing like she has never danced before", ossia "sta danzando come mai prima"), il senso di gravità tipico della danza moderna proposta negli anni Ottanta è funzionale al movimento e al senso stesso della danza come espressione di fatica, sacrificio e lavoro.

venerdì 25 marzo 2011

mis-thread (dance umbrella 2010 - 1)

This short review is part of a series on dance pieces and events which occurred last Autumn at Dance Umbrella 2010.

Choreography: Freddie Opoku-Addaie
Dancers: Louis Tanoto, Alessandra Ruggeri, Chris Rook
Music: Sarah Shanson and Fried Dahn
Set (sculptures): Friedel Buecking
Date of performance: October 19th 2010.
Video: click here.
Photographs: click here, here and here.


Three people are discussing, a white line across the stage divides one of them from the other two. In fact, this 'lone individual' (Louis Tanoto) repeatedly attempts to engage with one of the other two (Alessandra Ruggeri), while the third one (Chris Rook) moves his buttock across the line or dances a grotesque solo on one foot coated with a flaming red sock. The stage is also adorned with Friedel Buecking's evocative wooden hand-shaped sculptures, with which the dancers interact in various manners. Sarah Shanson and Fried Dahn' live music performed live by Fried Dahn gives an elegant touch to the piece.

Mis-Thread is a dance about the notion of inclusion and exclusion. It is at times fragmented, but often reveals moments of energy and lyricism.

sabato 19 febbraio 2011

primitive mysteries (1931)

Choreography, costume, lighting: Martha Graham.
Dancer: Martha Graham and her Group.
Music: Louis Horst.
Premiere: Maxine Craig Theatre, New York, February 2nd, 1931.
Photographs: click here, here, here, here, here.

Primitive Mysteries is a group work inspired by the Virgin Mary. Divided into three parts, 'Hymn to the Viring', 'Crucifixus' and 'Hosannah', it portrays crucial episodes from the Bible, such as the cucifixion and deposition of Christ, as experienced by the Virgin. The movement quality of the piece is very spare and minimal, with the Virgin often moving from a pose to another as in a tableau vivant. She is the core of the piece, even when she stands completely still, as in a part of section two. Her costume is made of white organdy and consists of a wide skirt that poetically floats as she moves, while the one of the Group is blue and its skirt is not as wide. The Group surrounds the Virgin and, in more than one case, moves in smaller groups of two, three or four. One of the most significant aspects of the choreography is the processional walk done at the beginning and end of each section. It is done in unison by all the dancers and in complete silence, so as to create the sacred atmosphere of the piece. The title, as well as the idea for this dance, came from Graham's study of Native American cultures in the North American Southwest.
Here the link to my interview to Susan Sentler who has reconstructed the piece, in more than one occasion, for the historical project at Laban.

--

Coreografia, costume, luci: Martha Graham.
Danzatrice: Martha Graham e il suo Group (gruppo).
Musica: Louis Horst.
Prima rappresentazione: Maxine Craig Theatre, New York, 2 febbraio, 1931.
Fotografie: cliccare qui, qui, qui, qui, qui.

Primitive Mysteries è una danza di gruppo ispirata alla Vergine Maria. Divisa in tre parti, 'Hymn to the Viring', 'Crucifixus' and 'Hosannah', ritrae degli aspetti cruciali della Bibbia, come la crocifissione e deposizione di Cristo, vissuti dal punto di vista della Vergine. La qualità del movimento del pezzo è semplice e minimale, con la Vergine che si muove da una posa all'altra come in un tableau vivant. Ella è il cuore del pezzo, anche quando resta completamente ferma per una parte della seconda sezione. Il suo costume è fatto di organza bianca e si sviluppa in un'ampia gonna che fluttua poeticamente durante i suoi movimenti, mentre quello del Group è blu e la sua gonna non è così ampia. Il Group circonda la Vergine e in più di un'occasione si sposta in gruppi più piccoli di due, tre o quattro persone.
Uno degli aspetti più significativi della coreografia è la camminata processionale fatta all'inizio e fine di ogni sezione. Viene eseguita all'unisono da tutte le danzatrici e in completo silenzio, in modo da creare l'atmosfera sacra del pezzo. Il titolo e l'idea della danza provengono dallo studio che Graham fece delle cutlure native americane del sudovest nordamericano.
Qui il link alla mia intervista (in inglese) a Susan Sentler che ha ricostruito il pezzo in più di un'occasione per l'historical project presso il Laban.

giovedì 17 febbraio 2011

la disciplina coreologica in europa


La casa editrice Aracne ha pubblicato il volume, La disciplina coreologica in Europa: problemi e prospettive, curato da Alessandro Pontremoli e Ceciclia Nocilli. Esso è il risultato di un convegno tenutosi a Valladolid in Spagna nel novembre del 2008. Il volume contiene anche un mio saggio in spagnolo su Carmen, “La seducción que danza: relación entre coreología y estudios de género en el mito de Carmen”.

mercoledì 2 febbraio 2011

un vestito di luce (2)

"Jean-Ephren de la Tour


...sono Jean-Ephren de la Tour, ballerino al Paradiso perduto. le luci sono puntate su di me, ogni sera, dalla testa ai piedi, e illuminano la mia pelle. Ogni sera, con le ali argentate attaccate alle spalle, faccio il mio show, come una vera vedette americana che si infiamma e si dissolve in un soffio. Regno su un popolo di ballerini e di acrobati. Suscito gli applausi scroscianti di tutta la sala, in piedi davanti a me, pronta a spellarsi le mani, mentre segretamente, dietro le quinte, al'ombra del clamore, i giocolieri e l'incantatrice id serprenti si abbandonano a gelosie immonde."

Anne Hébert, Un vestito di luce, trad. e cura Maria Piera Nappi (Ferrara: Tufani, 2007), p. 51.

appello Leggere Donna

sabato 11 dicembre 2010

busy...

I am still very busy with the final phase of my research, which is coming to an end. Will be back soon!

Sono molto occupata con la fase finale della mia ricerca, che sta arrivando alla fine. Tornerò presto!