martedì 19 gennaio 2010
exams
Exams are a rite of passage, I did not prepare for my annual PhD exam as I wanted to, I did not have much time for reasons I will not explain here. However, it has gone fine. I had it in a cold London filled with snow. Now my final year has begun and I probably will not have much time to write here or on the other blog.
venerdì 8 gennaio 2010
abbondanza bertoni and the royal ballet of flanders
My two reviews La massa [the crowd] by The Abbondanza Bertoni Dance Company and the reconstruction of William Forsythe's Impressing the Czar by the Royal Ballet of Flanders have been published on ballet-dance, here and here.
mercoledì 30 dicembre 2009
perché il bambino cuoce nella polenta (2)
"MIA MADRE E' LA DONNA DAI CAPELLI D'ACCIAIO.
Sta appesa per i capelli alla cupola e fa giochi di abilità con palle, anelli e fiaccole infuocate.
(...)
Mentre mia madre sta attaccata per i capelli alla cupola, mia sorella mi racconta LA FAVOLE DEL BAMBINO CHE CUOCE NELLA POLENTA per tranquillizzarmi.
Se mi immagino il bambino che cuoce nella polenta e il male che gli fa, non penso più a mia madre che potrebbe cadere dall'alto, dice mia sorella.
Ma non funziona. Penso sempre alla morte di mia madre, per non farmi prendere di sorpresa. La vedo incendiarsi i capelli con le fiaccole e cadere giù in fiamme. E quando mi piego su di lei, il suo volto si disfa in cenere.
Non grido.
Ho gettato via la bocca."
Aglaja Veteranyi, Peché il bambino cuoce nella polenta, trad. Emanuela Cavallaro (Ferrara: Tufani, 2005), p. 22, 32.
appello Leggere Donna
Sta appesa per i capelli alla cupola e fa giochi di abilità con palle, anelli e fiaccole infuocate.
(...)
Mentre mia madre sta attaccata per i capelli alla cupola, mia sorella mi racconta LA FAVOLE DEL BAMBINO CHE CUOCE NELLA POLENTA per tranquillizzarmi.
Se mi immagino il bambino che cuoce nella polenta e il male che gli fa, non penso più a mia madre che potrebbe cadere dall'alto, dice mia sorella.
Ma non funziona. Penso sempre alla morte di mia madre, per non farmi prendere di sorpresa. La vedo incendiarsi i capelli con le fiaccole e cadere giù in fiamme. E quando mi piego su di lei, il suo volto si disfa in cenere.
Non grido.
Ho gettato via la bocca."
Aglaja Veteranyi, Peché il bambino cuoce nella polenta, trad. Emanuela Cavallaro (Ferrara: Tufani, 2005), p. 22, 32.
appello Leggere Donna
venerdì 18 dicembre 2009
si por hazar
Riporto le info sul prossimo spettacolo di Valeria Simone, Si por hazar, che debutterà il 19 dicembre a Bari. Simone è regista e coreografa raffinata e sensibile alle questioni dell'emarginazione.


di Valeria Simone
con Belen Duarte e Marianna di Muro
Musiche di Giuseppe Carucci
Lo spettacolo ‘Si por hazar’, nasce dall’incontro con donne che spesso sono costrette a convivere con altre donne, in pochi metri quadrati (le case protette, le celle delle prigioni, i centri di permanenza temporanea, gli alloggi offerti dalle organizzazioni umanitarie). Sono spazi limitati, da condividere senza possibilità di solitudine, organizzati in rigide regole quotidiane, dove il silenzio è spesso una offesa: bisogna parlare, partecipare alla vita. ’Si por hazar’ racconta l’incontro casuale di due donne in uno di questi spazi chiusi; diverse sono le loro storie, unite da una ostilità comune che le spinge in un primo momento al silenzio e alla distanza. Lentamente però, si fa strada il bisogno di comunicare, per sopravvivere e per non dimenticare chi sono. Viene a crearsi, così, un ‘dizionario’di parole e di gesti grazie al quale raccontare la propria storia e creare, se non un legame, forse un contatto, un luogo per il ricordo.
Sabato 19 e domenica 20 dicembre, ore 21.00
Piccolo Teatro Eugenio D'Attoma, Strada Privata Borrelli 43, Bari, Italy
SI POR HAZAR


di Valeria Simone
con Belen Duarte e Marianna di Muro
Musiche di Giuseppe Carucci
Lo spettacolo ‘Si por hazar’, nasce dall’incontro con donne che spesso sono costrette a convivere con altre donne, in pochi metri quadrati (le case protette, le celle delle prigioni, i centri di permanenza temporanea, gli alloggi offerti dalle organizzazioni umanitarie). Sono spazi limitati, da condividere senza possibilità di solitudine, organizzati in rigide regole quotidiane, dove il silenzio è spesso una offesa: bisogna parlare, partecipare alla vita. ’Si por hazar’ racconta l’incontro casuale di due donne in uno di questi spazi chiusi; diverse sono le loro storie, unite da una ostilità comune che le spinge in un primo momento al silenzio e alla distanza. Lentamente però, si fa strada il bisogno di comunicare, per sopravvivere e per non dimenticare chi sono. Viene a crearsi, così, un ‘dizionario’di parole e di gesti grazie al quale raccontare la propria storia e creare, se non un legame, forse un contatto, un luogo per il ricordo.
Sabato 19 e domenica 20 dicembre, ore 21.00
Piccolo Teatro Eugenio D'Attoma, Strada Privata Borrelli 43, Bari, Italy
lunedì 14 dicembre 2009
sui licei coreutici, domandina 2
Chi verrà abilitato ad insegnare in questi licei? Si dice i diplomati dell'Accademia di Danza di Roma. E tutti gli altri che si sono formati seguendo percorsi personali (spesso di gran lunga superiori a quelli forniti dall'Accademia)? Non parlo solo di persone come me (io neanche ci camperei con l'insegnamento di un'ora di Storia della danza) che si occupano dell'aspetto storico-culturale, ma di tutti coloro che da anni lavorano nel campo della danza, hanno fatto corsi in Italia e all'estero e si sono formati sul campo. Certo un certo numero di questi non dovrebbe neanche avere una scuola di danza, ma questo è il rischio che si corre quando manca una legislazione minima al riguardo, legislazione che manca data l'invisibilità (quasi trasparenza) dell'arte della danza nel quadro culturale del paese. E qui mi fermo.
sui licei coreutici, domandina 1
Come mai un liceo che dovrebbe avere al suo centro l'attenzione per il mondo della danza, secondo un programma provvisorio, dedicherà una misera ora a Storia della danza? Anche in questo caso (come spesso accade in molte scuole private) verranno creati danzatori che sanno fare la spaccata ma che magari non sanno nemmeno chi era Loie Fuller o Jean-Georges Noverre!
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