sabato 4 febbraio 2012

albero, ecologia dell'anima (recensione)

Questa recensione sarebbe dovuta apparire su di una rivista cartacea, ma per problemi vari la pubblicazione non si è potuta fare. Per questo, in forte ritardo, ho deciso comunque di pubblicarla qui.

ALBERO, ECOLOGIA DELL'ANIMA
Mostra di pittura di Elisa Latini
Jesi, Palazzo dei Convegni, 31 maggio 2011

Dal 27 maggio al 4 giugno 2011, il Palazzo dei Convegni di Jesi ha ospitato la mostra di pittura di Elisa Latini, una giovane artista del luogo che ha presentato il frutto di una ricerca durata più di due anni. Il titolo, “Albero, ecologia dell’anima”, evidenzia il fulcro del suo studio, l’albero, e le risonanze ad esso collegate. L’albero ha una ricchissima presenza nella storia e cultura dei popoli e Latini ne ha trasfigurato l’immagine per dar corpo al suo essere una presenza spirituale e, appunto, ecologica. Gli alberi dipinti sono soprattutto alberi che popolano la città di Jesi, alberi che magari spesso si incontrano in città ma che, altrettanto spesso, vengono ignorati o, ancor peggio, dati per scontati. L’artista ci invita quindi a riflettere sul paesaggio che caratterizza la nostra quotidianità e ad osservarlo con occhi nuovi.
I suoi dipinti non sono puramente figurativi, ma riprendono le suggestioni cromatiche date da un tramonto o dall’effetto della luce tra i rami per indagarne gli elementi introspettivi. Latini utilizza una tecnica che coniuga l’impiego di tratti fatti a penna con pennellate morbide e raffinate. L’istallazione dei quadri segue un’idea precisa di sacralità. Essi sono appesi alle pareti dello spazio espositivo, ma sono anche appesi a dei pannelli in legno che sono stati pensati e modulati a seconda del quadro che dovevano ospitare. I pannelli sono situati al centro attorno ad un gruppo di piantine di querce e lecci. Questa scelta sembra voler stabilire una connessione fondamentale tra il ‘bosco’ costituito dai quadri e quello fatto di terra, radici e foglie.
La prospettiva di molti dei dipinti è dal basso verso l’alto ed è indicativa, da un lato, del profondo rispetto che l’artista ha per queste creature e, dall’altro, della piccolezza dell’essere umano nei confronti della natura, aspetto troppo spesso sottovalutato. Questa prospettiva, ci ricorda Latini, è inoltre associata all’immagine dell’albero come protettore. L’albero ci protegge dal sole e la sua stazza infonde un senso di sicurezza. Un quadro, in particolare, presenta un cedro del Libano visto dal basso. La luce che penetra tra i rami crea un perfetto gioco di linee e diagonali e produce un senso quasi di stupore di fronte alla sua maestosità.
Il 31 maggio si è tenuto un incontro sull’albero che ha visto la mostra di Latini come il luogo ideale per uno scambio di riflessioni. Se Latini ha esordito parlando delle affinità fra alberi e esseri umani, il direttore del parco Gola della Rossa, Massimo Scotti, ha sottolineato “l’importanza dei boschi per il servizio ecosistemico”. Dopo di lui, il grafico e illustratore Danilo Santinelli ha fornito delle coordinate iconografiche collegando l’albero al “concetto della crescita” e all’unione di diversi elementi come la terra (le radici) e l’aria (tronco e rami). L’agronomo, Riccardo Frontini, ha parlato dell’albero come creatura che va curata e trattata con attenzione, sottolineando come il lavoro di Latini mostri quasi l’anima che lo caratterizza. Infine, l’insegnante di scuola elementare, Rosaria Nalli, ha presentato un video del laboratorio sull’albero fatto in collaborazione con Latini stessa, per portare la conoscenza e consapevolezza della sua presenza anche fra i bambini, che saranno gli adulti di domani.

nota - si veda anche l'intervista che ho fatto all'artista, qui.

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