venerdì 10 ottobre 2008

"tornate ad essere donne"

Questo lo slogan dell'ultima pubblicità della Mercedes-Benz. Carrellata di donne aggressive, maschie, arrabbiate, mostrano braccia ricamate di tatuaggi (cielo che indecenza!), capelli corti e trucco esagerato. Poi giunge lei, la bellina boccolosa col suo abitino rosso, "tanto caruccia". Una bambolina. Che dire? Se i pubblicitari della Mercedes non hanno di meglio da inventarsi, che si leggano almeno l'introduzione de Il secondo sesso (1949) di Simone de Beauvoir. Piccolo rinfreschino:


"Il rapporto dei due sessi non è quello di due elettricità, di due poli: l'uomo rappresenta insieme il positivo e il negativo al punto che diciamo 'gli uomini' per indicare gli esseri umani (...). La donna invece appare come il solo negativo (...)". (p. 15)


"L'uomo dimentica superbamente d'avere un'anatomia, che comporta ormoni e testicoli. Egli intende il proprio corpo come una relazione diretta e normale con il mondo che crede di afferrare nella sua oggettività, mentre considera il corpo della donna appesantito da tutto ciò che lo distingue: un ostacolo, una prigione". (p. 15)


"La donna si determina e si differenzia in relazione all'uomo, non l'uomo in relazione a lei; è l'inessenziale di fronte all'essenziale. Egli è il Soggetto, l'Assoluto: lei è l'Altro". (p. 16)


"Donna non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l'aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell'uomo; è l'insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna. Unicamente la mediazione altrui può assegnare a un individuo la parte di ciò che è Altro". (p. 325)

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